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Il settore dell’acconciatura sta modificando le proprie
peculiarità a ritmi incalzanti, tanto che le verità
passate non sono quelle attuali. Chiunque voglia gestire
un salone, deve considerare che i mutamenti sono stati radicali
e a più livelli.
-
la clientela: le clienti di oggi sono più informate,
più esigenti, più selettive, più
indipendenti, hanno più alternative, sono più
attente alla qualità del servizio
- i
collaboratori: sono più difficili da reperire,
selezionare e gestire, inoltre gli aspetti contributivi
più restrittivi
- i
prodotti: sono forniti da una moltitudine di aziende,
e sono legati agli Studi di Settore;
- il
know-how: si punta non solo sulla formazione tecnico-artistica,
ma anche su quella marketing e manageriale in genere
- i
capitali: i nuovi investimenti sono sempre più
necessari e sempre più difficili da ottenere ricorrendo
ai canali bancari
L’effetto è chiaro:
i ricavi diminuiscono progressivamente e i costi sono sempre
più difficili da controllare, quindi si assiste ad
una restrizione concreta dei margini.
Una gestione corretta, puntuale, programmata, diventa di
fondamentale importanza: nessun parrucchiere può
permettersi di improvvisare, di affidarsi all’intuito,
per evitare brutte sorprese è necessario lavorare
con i numeri, con i dati certi.
Ecco che è nato nel nostro settore il cosiddetto
“controllo di gestione” che, come suggerisce
appunto il nome, non è altro che un sistema di azioni
e strumenti che consentono di capire se la gestione si sta
effettivamente muovendo nella direzione voluta dall’imprenditore-acconciatore.
Di sicuro l’acconciatore non è uno sprovveduto
! Non è completamente a digiuno di tutto ciò
che è matematico, ma gli unici numeri che ha sempre
considerato sono quelli che gli ha fornito il proprio consulente
fiscale, il proprio commercialista: dichiarazione dei redditi,
IVA, imposte sul reddito, ecc.; cioè, tutto quanto
è riconducibile alla cosiddetta contabilità
generale, imposta dalla legislazione civilistica e fiscale.
Oggi questo non basta più ! L’assottigliamento
dei margini di cui abbiamo parlato prevede che l’acconciatore
abbia informazioni più specifiche sul funzionamento
concreto del salone, sulla redditività e sull’economicità
della gestione.
Chi gestisce un salone oggi, deve
poter rispondere a domande del tipo:
- Quanto
potrebbe incassare potenzialmente il mio salone ?
-
I servizi taglio/colore sono in linea con le medie del
settore ?
- Quanti
passaggi-cassa sono necessari per coprire i costi mensili
?
- Quale
dovrebbe essere la fiche-media ottima del mio salone ?
- I
prezzi del mio tariffario sono alti o bassi ? Dovrei modificarli
?
- Quali
sono i servizi sui cui guadagno ?
- Il
team è troppo lento nell’esecuzione dei servizi
?
- Considerando
i costi e i ricavi del salone, qual è lo stipendio
che il titolare dovrebbe prendersi ?
- Quanti
servizi di taglio e colore devo eseguire per coprire le
spese che sostengo?
- Ci
sono i presupposti per accettare un contratto di fornitura
annua di prodotti ?
- Posso
prevedere una politica di incentivi monetari per i miei
collaboratori ? E’ sostenibile economicamente dal
mio salone ?
- Qual
è il punto di pareggio ?
Queste
domande trovano risposta attraverso la tenuta di un sistema
di rilevazione numerica che verifica la redditività
e l’economicità aziendale: cioè la contabilità
analitica. Se si volesse dare una definizione di CONTABILITA’
ANALITICA si potrebbe dire che si tratta di “una tecnica
amministrativa volta alla determinazione analitica dei costi,
dei ricavi e dei risultati economici riguardanti operazioni,
attività, in modo da costituire per l’imprenditore
una base razionale per prendere le proprie decisioni”.
La sua tenuta non è imposta dalla legge, ma di sicuro
è consigliabile che integri la contabilità
generale; rappresenta uno strumento importantissimo per
il titolare che voglia gestire il proprio salone secondo
i criteri della razionalità e della programmazione.
La contabilità analitica si
occupa di rilevare e interpretare i dati relativi ai ricavi,
ai costi e di conseguenza, indirettamente, anche agli utili/perdite
economici.
Più in particolare, oltre che l’esatto ammontare
dei ricavi/costi è importante conoscerne la composizione.
Molti sostengono che l’importante è che, semplicemente,
l’incasso complessivo (ricavo) sia superiore al complesso
dei costi sostenuti, ma se vogliamo davvero migliorare le
performance produttive e quelle di redditività del
salone, non vi è altra soluzione che esaminare con
un maggiore grado di profondità le grandezze economiche.
Esemplificando, solo attraverso una rilevazione analitica
delle voci di ricavo (quantità di pieghe, colori,
shampoo, rivendita, ecc.) e di costo (affitto, telefono,
utenze, ecc.) si può avere un’idea chiara di
quali elementi hanno prodotto un certo utile. Oppure, a
parità di numeri, un salone che ottiene la quasi
totalità degli incassi dal servizio piega avrà
una redditività molto inferiore rispetto ad un salone
che ottiene lo stesso incasso attraverso una vendita proporzionata
dei servizi finish, colorazione e trattamenti. Tutte queste
informazioni, che servono all’imprenditore-acconciatore
per prendere le decisioni di gestione, posso ottenerle solo
attraverso la tenuta puntuale di un sistema di contabilità
analitica.
Naturalmente, ci sembrano d’obbligo
due considerazioni:
1 - l’acconciatore
deve investire un po’ di tempo nella raccolta dei
dati .Manualmente o attraverso supporti informatici, si
devono raccogliere le informazioni riguardo: le clienti
(numero di clienti entrate in salone, numero di prodotti
rivenduti alle clienti), i servizi (numero di servizi effettuati,
tempi necessari all’esecuzione dei servizi), i collaboratori
(numero ore a disposizione, numero di ore effettivamente
lavorate, stipendio erogato, incentivi monetari riconosciuti),
le spese (spese della forza-lavoro, spese generali, spese
per l’acquisto prodotti).
2 - l’acconciatore
deve acquisire le competenze necessarie a leggere i dati
rilevati; in altre parole, per evitare che quanto raccolto
resti “lettera morta”, il parrucchiere deve
riuscire ad interpretare le informazioni ed utilizzarle
effettivamente per migliorare la gestione aziendale: fissare
obiettivi, controllarne il grado di raggiungimento, verificare
performance aziendali, ecc.
Approfondiamo un po’ questo
secondo punto.
La contabilità analitica fornisce moltissime informazioni,
che per interpretare e far si che diventino davvero utili
alla gestione del salone, è necessario vengano espresse
sotto forma di indici segnaletici del grado di produttività
del salone: “pochi numeri dicono più di mille
parole !”.
Gli indicatori principali sono riferibili alle seguenti
aree:
-
Area – Incassi: Incasso Complessivo, Incasso medio
giornaliero, Incasso Medio per Cliente (chiamato anche
Fiche Media Cliente)
- Area
– Presenze: Presenze Totali, Presenze al giorno,
Presenze al giorno per addetto
- Area
– Produttività: Totale servizi effettuati,
Totale servizi per Cliente, % servizi sulle presenze,
% servizi su Incasso
- Standard
dei Costi
Ogni
singolo indice, se adeguatamente interpretato, segnala specifiche
peculiarità della gestione del salone e, complessivamente
considerati, descrivono analiticamente il salone in tutti
i suoi aspetti. Hanno una capacità segnaletica incredibile,
ma senza un sistema di contabilità analitica che
consenta di rilevare i dati elementari non vi sarebbe la
possibilità di costruirli.
Riteniamo che queste poche considerazioni siano sufficienti
per comprendere l’importanza di un sistema di rilevazione
analitico, parallelo e di supporto al sistema di contabilità
generale e sebbene esso non sia imposto specificatamente
dalla legge, è auspicabile la sua introduzione all’interno
di ogni salone. |