EASY PLANNING
SOCIETA' DI CONSULENZA MARKETING E GESTIONALE

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LA CONTABILITA’ ANALITICA
la misurazione dei costi, dei ricavi, degli utili

A cura del Dott. Paolo Martini , consulente Easy Planning.
info@easyplanning.it
 


Il settore dell’acconciatura sta modificando le proprie peculiarità a ritmi incalzanti, tanto che le verità passate non sono quelle attuali. Chiunque voglia gestire un salone, deve considerare che i mutamenti sono stati radicali e a più livelli.

  • la clientela: le clienti di oggi sono più informate, più esigenti, più selettive, più indipendenti, hanno più alternative, sono più attente alla qualità del servizio
  • i collaboratori: sono più difficili da reperire, selezionare e gestire, inoltre gli aspetti contributivi più restrittivi
  • i prodotti: sono forniti da una moltitudine di aziende, e sono legati agli Studi di Settore;
  • il know-how: si punta non solo sulla formazione tecnico-artistica, ma anche su quella marketing e manageriale in genere
  • i capitali: i nuovi investimenti sono sempre più necessari e sempre più difficili da ottenere ricorrendo ai canali bancari

L’effetto è chiaro: i ricavi diminuiscono progressivamente e i costi sono sempre più difficili da controllare, quindi si assiste ad una restrizione concreta dei margini.

Una gestione corretta, puntuale, programmata, diventa di fondamentale importanza: nessun parrucchiere può permettersi di improvvisare, di affidarsi all’intuito, per evitare brutte sorprese è necessario lavorare con i numeri, con i dati certi.
Ecco che è nato nel nostro settore il cosiddetto “controllo di gestione” che, come suggerisce appunto il nome, non è altro che un sistema di azioni e strumenti che consentono di capire se la gestione si sta effettivamente muovendo nella direzione voluta dall’imprenditore-acconciatore.

Di sicuro l’acconciatore non è uno sprovveduto ! Non è completamente a digiuno di tutto ciò che è matematico, ma gli unici numeri che ha sempre considerato sono quelli che gli ha fornito il proprio consulente fiscale, il proprio commercialista: dichiarazione dei redditi, IVA, imposte sul reddito, ecc.; cioè, tutto quanto è riconducibile alla cosiddetta contabilità generale, imposta dalla legislazione civilistica e fiscale.

Oggi questo non basta più ! L’assottigliamento dei margini di cui abbiamo parlato prevede che l’acconciatore abbia informazioni più specifiche sul funzionamento concreto del salone, sulla redditività e sull’economicità della gestione.

Chi gestisce un salone oggi, deve poter rispondere a domande del tipo:

  • Quanto potrebbe incassare potenzialmente il mio salone ?
  • I servizi taglio/colore sono in linea con le medie del settore ?
  • Quanti passaggi-cassa sono necessari per coprire i costi mensili ?
  • Quale dovrebbe essere la fiche-media ottima del mio salone ?
  • I prezzi del mio tariffario sono alti o bassi ? Dovrei modificarli ?
  • Quali sono i servizi sui cui guadagno ?
  • Il team è troppo lento nell’esecuzione dei servizi ?
  • Considerando i costi e i ricavi del salone, qual è lo stipendio che il titolare dovrebbe prendersi ?
  • Quanti servizi di taglio e colore devo eseguire per coprire le spese che sostengo?
  • Ci sono i presupposti per accettare un contratto di fornitura annua di prodotti ?
  • Posso prevedere una politica di incentivi monetari per i miei collaboratori ? E’ sostenibile economicamente dal mio salone ?
  • Qual è il punto di pareggio ?

Queste domande trovano risposta attraverso la tenuta di un sistema di rilevazione numerica che verifica la redditività e l’economicità aziendale: cioè la contabilità analitica. Se si volesse dare una definizione di CONTABILITA’ ANALITICA si potrebbe dire che si tratta di “una tecnica amministrativa volta alla determinazione analitica dei costi, dei ricavi e dei risultati economici riguardanti operazioni, attività, in modo da costituire per l’imprenditore una base razionale per prendere le proprie decisioni”. La sua tenuta non è imposta dalla legge, ma di sicuro è consigliabile che integri la contabilità generale; rappresenta uno strumento importantissimo per il titolare che voglia gestire il proprio salone secondo i criteri della razionalità e della programmazione.

La contabilità analitica si occupa di rilevare e interpretare i dati relativi ai ricavi, ai costi e di conseguenza, indirettamente, anche agli utili/perdite economici.

Più in particolare, oltre che l’esatto ammontare dei ricavi/costi è importante conoscerne la composizione. Molti sostengono che l’importante è che, semplicemente, l’incasso complessivo (ricavo) sia superiore al complesso dei costi sostenuti, ma se vogliamo davvero migliorare le performance produttive e quelle di redditività del salone, non vi è altra soluzione che esaminare con un maggiore grado di profondità le grandezze economiche. Esemplificando, solo attraverso una rilevazione analitica delle voci di ricavo (quantità di pieghe, colori, shampoo, rivendita, ecc.) e di costo (affitto, telefono, utenze, ecc.) si può avere un’idea chiara di quali elementi hanno prodotto un certo utile. Oppure, a parità di numeri, un salone che ottiene la quasi totalità degli incassi dal servizio piega avrà una redditività molto inferiore rispetto ad un salone che ottiene lo stesso incasso attraverso una vendita proporzionata dei servizi finish, colorazione e trattamenti. Tutte queste informazioni, che servono all’imprenditore-acconciatore per prendere le decisioni di gestione, posso ottenerle solo attraverso la tenuta puntuale di un sistema di contabilità analitica.

Naturalmente, ci sembrano d’obbligo due considerazioni:

1 - l’acconciatore deve investire un po’ di tempo nella raccolta dei dati .Manualmente o attraverso supporti informatici, si devono raccogliere le informazioni riguardo: le clienti (numero di clienti entrate in salone, numero di prodotti rivenduti alle clienti), i servizi (numero di servizi effettuati, tempi necessari all’esecuzione dei servizi), i collaboratori (numero ore a disposizione, numero di ore effettivamente lavorate, stipendio erogato, incentivi monetari riconosciuti), le spese (spese della forza-lavoro, spese generali, spese per l’acquisto prodotti).

2 - l’acconciatore deve acquisire le competenze necessarie a leggere i dati rilevati; in altre parole, per evitare che quanto raccolto resti “lettera morta”, il parrucchiere deve riuscire ad interpretare le informazioni ed utilizzarle effettivamente per migliorare la gestione aziendale: fissare obiettivi, controllarne il grado di raggiungimento, verificare performance aziendali, ecc.

Approfondiamo un po’ questo secondo punto.

La contabilità analitica fornisce moltissime informazioni, che per interpretare e far si che diventino davvero utili alla gestione del salone, è necessario vengano espresse sotto forma di indici segnaletici del grado di produttività del salone: “pochi numeri dicono più di mille parole !”.

Gli indicatori principali sono riferibili alle seguenti aree:

  • Area – Incassi: Incasso Complessivo, Incasso medio giornaliero, Incasso Medio per Cliente (chiamato anche Fiche Media Cliente)
  • Area – Presenze: Presenze Totali, Presenze al giorno, Presenze al giorno per addetto
  • Area – Produttività: Totale servizi effettuati, Totale servizi per Cliente, % servizi sulle presenze, % servizi su Incasso
  • Standard dei Costi

Ogni singolo indice, se adeguatamente interpretato, segnala specifiche peculiarità della gestione del salone e, complessivamente considerati, descrivono analiticamente il salone in tutti i suoi aspetti. Hanno una capacità segnaletica incredibile, ma senza un sistema di contabilità analitica che consenta di rilevare i dati elementari non vi sarebbe la possibilità di costruirli.

Riteniamo che queste poche considerazioni siano sufficienti per comprendere l’importanza di un sistema di rilevazione analitico, parallelo e di supporto al sistema di contabilità generale e sebbene esso non sia imposto specificatamente dalla legge, è auspicabile la sua introduzione all’interno di ogni salone.