La
comunicazione in salone
Per
“comunicazione” si intende
l’insieme delle tecniche e delle metodologie volte
a trasmettere ad altri le proprie intenzioni, emozioni,
idee, desideri, esigenze, bisogni.
Questa attitudine è propria di tutti gli animali
e dell’uomo in primis; proprio l’uomo, in qualità
di animale evoluto, ha sviluppato sistemi di comunicazione
multipli, basati sull’utilizzo di parole, gesti, atteggiamenti,
immagini.
La
capacità di comunicare è fondamentale in ogni
attività economica, ma è addirittura di importanza
vitale quando si parla di settori in cui si prestano servizi
e in cui il rapporto prestatore del servizio - utilizzatore
finale è basato sulla fiducia e sulla sicurezza psicologica
che il primo riesce a suscitare nel secondo.
Notoriamente
il settore coiffure è sempre più competitivo,
mutevole, dinamico e le sole competenze tecnica e artistica
non sono sufficienti per garantire il successo dell’attività;
attualmente un buon taglio o un colore tecnicamente perfetto
non bastano più per assicurarsi l’appagamento
pieno delle esigenze di chi viene in salone: il concetto
di servizio è cambiato con il tempo acquisendo connotazioni
relazionali, comunicative e non esclusivamente tecniche
o artistiche come in passato.
Nonostante
questo, l’acconciatore vede il concetto di COMUNICAZIONE
come lontano dalla realtà che quotidianamente deve
affrontare. Da una parte perché, mentre risulta relativamente
semplice imparare una nuova tecnica di taglio o di colorazione,
è certamente difficile cambiare il modo di relazionarsi
con gli altri e il modo di gestire la cliente in salone
in quanto radicati nella cultura dell’acconciatore
da anni; dall’altra parte riteniamo che ciò
che si è scritto sulla comunicazione, sulle aspettative
e sui bisogni della cliente, sia stato fatto in modo forse
troppo poco concreto.
Proprio
in relazione a quest’ultima considerazione, in questo
intervento concentreremo la nostra attenzione sulla comunicazione
come strategia per conquistare, gestire e fidelizzare la
clientela, cercando di esporre le nostre argomentazioni
nella maniera più vicina possibile alla realtà
di salone, attraverso l’analisi del percorso della
cliente in salone. Avremo la conferma che la comunicazione
cliente-salone è fatta di parole, immagini, foto,
sensazioni, lay-out.
Insegna
, vetrina, ingresso in salone: si tratta del primo
contatto che ha la nostra cliente ha con il salone. Rappresentano
ciò che di immediatamente visibile c’è
per la cliente, una sorta di “biglietto da visita”,
tanto che la cliente potrebbe decidere di entrare in salone
(o di non farlo) semplicemente in rapporto a ciò
che le suscitano (cioè comunicano) “a pelle”
l’insegna, la vetrina o l’ingresso.
L’installazione
dell’insegna, di qualsiasi tipologia
essa sia, crea degli obblighi di manutenzione. Innanzitutto
il dovere per l’acconciatore di tenere l’insegna
pulita, ma soprattutto curarla sotto l’aspetto del
funzionamento; quante volte si vedono insegne luminose spente,
oppure con qualche lettera luminosa non funzionante ? Quante
volte si vedono insegne accese di notte per metà
e non si riesce nemmeno a leggere il nome del negozio ?
Quante volte si vedono le vetrofanie storte oppure il vetro
sporco per le impronte di chi si ferma e tocca la scritta
sulla vetrina ?
La
vetrina costituisce per il salone una “finestra
sul mondo” e rappresenta, quindi, una ottima possibilità
commerciale per comunicare con “l’esterno”
e per rendersi, visibile, unico, particolare.
L’ingresso
costituisce una sorta di interruzione tra la comunicazione
realizzata attraverso gli elementi esterni al salone (insegna
e vetrina) e la comunicazione-approccio che si verificherà
con il personale di contatto una volta che la cliente sarà
entrata in salone.
Accoglienza:
Il saluto è il primo momento in cui il team entra
in “contatto diretto” con la nostra cliente;
fino ad allora, infatti, il rapporto era stato mediato e
realizzato tramite supporti ed elementi non-animati (immagini,
poster, vetrina, espositori, insegna, ingresso).
In
questa fase si pongono le basi per l’intera visita
in salone: se il contatto iniziale con la cliente è
positivo, si stabilisce un rapporto che consente di rendere
la fase di esecuzione del servizio facile e veloce. Altrimenti,
lo stilista si troverà al posto di lavoro una cliente
diffidente.
Mai
come in questo caso è vera l’affermazione:
la prima impressione è quella che conta ! Riprendendo
le sagge parole di Sandra Pierce, esperta di look e immagine:
“La prima impressione è una sola ! Ecco un
ottimo motivo per cercare di fare del proprio meglio “.
Diagnosi
e Consulenza: Preferiamo parlare di “valutazione
e accordo” piuttosto che di consulenza per le maggiori
accezioni comunicazionali che ha la prima espressione rispetto
alla seconda.
Lo
scopo della valutazione è quello di comprendere “qualcosa
di più sulla cliente”, attraverso domande mirate
e ascolto delle risposte. Lo scopo dell’accordo, infine,
è quello di proporre alla cliente un preciso piano
di lavoro, frutto della capacità che avete avuto
di interpretare le sue esigenze e le sue aspettative.
Lo
stilista dovrà esplorare tutte le varie possibilità
di scelta, cioè la varie alternative. Per far questo
è consigliabile l’utilizzo di foto, immagini,
book di modacapelli, o anche immagini computerizzate nei
saloni più all’avanguardia: è importante
che la cliente, oltre ad ascoltare quello che dice l’acconciatore,
possa vedere. Anche questo vuol dire comunicare.
Esecuzione
del servizio. Anche mentre lavora, il parrucchiere
in qualsiasi momento deve verificare che la cliente sia
soddisfatta attraverso la comunicazione.
Prendiamo l’abitudine di parlare con la cliente quando
lavoriamo spiegando passo per passo quello che facciamo:
questo renderà più sicura e collaborativa
la cliente. Cerchiamo di usare un linguaggio poco tecnico
per spiegare quello che stiamo facendo, un linguaggio che
sia comprensibile dalla cliente. La comunicazione è
soprattutto ascolto, non solo delle parole ma anche di tutti
quei segnali non verbali che la cliente ci manda (anche
inconsciamente). Cerchiamo quindi di captare atteggiamenti
quali:
- la
cliente aggrotta la fronte
- le
braccia sono contratte
- insolito
silenzio da parte della cliente
- chiacchere
esagerate, quasi a voler pensare ad altro
- rossore
al viso
Saluto
e Commiato: alla cliente viene riconsegnato il
soprabito, viene motivato il costo che dovrà pagare
e viene salutata cordialmente. Cerchiamo di parlare con
la nostra cliente: è il modo migliore per capire
se c’è qualcosa che non va. D’altra parte,
normalmente la cliente “con gli occhi guarda, con
la mente elabora e con la bocca non dice”.
- Quante
volte una vostra cliente vi ha detto che non era soddisfatta
del vostro taglio o del vostro colore?
- Quante
volte avete saputo che si è lamentata con un’amica
senza dirvi niente (e magari non è più tornata
nel vostro salone)?
- Quante
volte avete visto la cliente poco convinta del taglio/colore
e l’avete lasciata uscire senza indagare su quello
stato di insoddisfazione?
Lo
stilista non deve temere la reazione della cliente, anzi
se la vede poco convinta deve stimolarne la critica e la
reazione. D’altra parte la cliente, se è poco
convinta del lavoro fatto, con qualcuno dovrà sfogarsi:
meglio che lo faccia con lo stilista che ha la possibilità
di ribattere/riparare ad un eventuale errore piuttosto che
lasciarla sfogare con potenziali altre clienti.
Come
abbiamo ripetuto più volte durante il nostro primo
intervento, la comunicazione con la cliente in salone è
costituita non solo da parole, ma soprattutto da immagini,
sensazioni e non ultimo da elementi di arredo. Proprio gli
elementi di arredo (dove per “arredo” non ci
riferiamo solo ai lavaggi, ai posti tecnici o ai mobili
fissi, ma vi comprendiamo anche gli espositori, le immagini,
i poster) devono essere pensati in maniera razionale e realizzati
secondo una strategia decisa a priori in quanto possono
rafforzare o annullare le capacità di comunicazione
che il salone pone in essere attraverso il team.
Il
posizionamento del desk-reception, della zona attesa o del
luogo destinato alla consulenza, i poster, le immagini di
modacapelli in salone, trasferiscono un messaggio chiaro
alla cliente, a volte più importante di 1000 parole
o di 100 attenzioni.
“L’abito
non fa il monaco”. Questo modo di dire deve essere
completamente ribaltato quando si parla di arredo, in quanto
l’aspetto esteriore è la prima cosa che si
nota. Solo per fare qualche esempio: un arredo malandato
parla di disinteresse, trascuratezza; al contrario, una
vetrina pulita, comunica igiene e sicurezza. Un ambiente
dai colori vivaci e inondato di musica attrae sicuramente
di più i giovani e i giovanissimi piuttosto che le
persone più adulte in cerca di relax; un ambiente
sobrio ed elegante, si rivolge ad una fascia di clientela
medio-alta.
Vediamo
qualche esempio concreto.
Pensiamo
semplicemente alla fase di lavaggio. Che valore comunicazionale
ha un servizio shampoo eseguito da un collaboratore simpatico,
competente, capace di comunicare in maniera efficace, che
spiega passo per passo quello che sta facendo, i prodotti
che applica, se:
- le
sedie del lavaggio sono scomode, quasi costringono la
cliente a contorcersi ?
- il
lavabo è stato lasciato sporco dal precedente collaboratore
?
- la
cliente ha di fronte a sé mensole non pulite oppure
espositori su cui sono stati collocati un coacervo di
prodotti senza una logica ?
Pensiamo
invece alla fase di attesa al servizio. Che valore comunicazionale
ha un’attesa breve, di pochi minuti, resa più
piacevole da un caffè, quando la cliente viene fatta
accomodare ad un posto di lavoro che si vede dall’esterno
del negozio, attraverso la vetrina ?
Che
cosa abbiamo imparato dopo tutte queste riflessioni sul
concetto di COMUNICAZIONE IN SALONE?
La
comunicazione è la chiave di successo
di un salone, il segreto per rendere una cliente pienamente
soddisfatta, quindi per fidelizzarla. Il valore delle capacità
professionali (tecniche e artistiche) è amplificato
se il parrucchiere sa valorizzarlo attraverso parole e sensazioni
che riesce a suscitare.
Quindi,
ben vengano i corsi di formazione sulla comunicazione, gli
aggiornamenti sulla capacità di relazionarsi alla
cliente, a patto che, nel nostro piccolo, un passo per volta,
questi concetti vengano applicati concretamente, senza scuse
del tipo: non ho tempo per farlo! Pensiamo un po’
ad una cosa. Ma quale altra l’attività ha a
disposizione un cliente per 60 – 90 minuti? Che cosa
dovrebbero fare gli operatori di quei settori economici
in cui vi sono solo 2-3 minuti per costruire una relazione
con un potenziale cliente e poter effettuare una vendita?
L’attenzione
alla comunicazione in salone e alla necessità di
gestire adeguatamente i rapporti con la clientela sono temi
sempre più attuali e sempre più comuni a tutti
i Paesi europei. Basti vedere la Relazione allo studio sul
settore dell’acconciatura in Europa commissionata
alla ECOTEC Research & Consulting Limited dalla CIC
– Europe e dalla Uni-Europe (2 organismi che a livello
europeo si occupano del settore dell’acconciatura).
Il rapporto finale sostiene che l’esigenza di comunicare
in maniera efficace e di rapportarsi in maniera proficua
alla clientela rappresenta una esigenza sentita da tutti
i saloni europei e contemporaneamente una strategia da porre
in essere da quelle strutture che vogliono riacquistare
competitività rispetto al settore. Testimone di questa
intenzione il fatto che Paesi in cui il settore dell’acconciatura
è sviluppato (Svezia, Germania, Francia, Regno Unito)
stanno inserendo nei percorsi di formazione professionale,
per la prima volta, i corsi di comunicazione.
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