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Il
tempo e soprattutto le modalità del suo impiego,
condiziona la nostra vita privata, la nostra giornata, il
nostro lavoro, pertanto l’ottimizzazione nel suo utilizzo
può garantirci una vita senz’altro migliore.
L’uso
del tempo è un problema tipicamente manageriale,
in quanto la risorsa- tempo è diventata strategica
per qualsiasi attività produttiva. Il problema centrale
è il fatto che la moltitudine di azioni e decisioni,
attività da portare a compimento, fa si che spesso
si “perda la bussola”, cioè si concentri
la nostra attenzione su attività che da un punto
di vista dei risultati portano poco, togliendo tempo a quelle
azioni che adeguatamente gestite garantirebbero frutti migliori.
E’
sostanzialmente un problema di priorità:
ha poco senso dire che non c’è tempo per far
tutto. Il dilemma non è avere tempo per far tutto:
il punto cruciale è capire che cosa deve essere fatto
e cosa no, cosa deve essere posticipato e cosa deve essere
eseguito immediatamente, cosa deve essere svolto in prima
persona e cosa delegato. Non per forza si deve far tutto
e subito !! E’ un problema di organizzazione
e pianificazione.
In
salone il tempo è sempre stato utilizzato in maniera
istintiva, in quanto i margini riferibili all’attività
di acconciatore erano tali per cui potevano essere trascurabili
anche alcune inefficienze. Oggi tutto deve essere ottimizzato,
gestito con razionalità e il tempo che è una
risorsa critica prima di tutti.
Il
settore dell’acconciatura non è mai stato caratterizzato
da una mentalità di programmazione, tanto che l’utilizzo
del tempo è avvenuto secondo modalità davvero
poco razionali. A titolo esemplificativo:
- A)
Gestione per livello di difficoltà:
faccio prima/subito ciò che è più
facile, mentre rinvio/faccio dopo ciò che è
più difficile
- B)Gestione
per livello di piacevolezza: faccio prima/subito
ciò mi piace di più, mentre rinvio/faccio
dopo ciò che è più noioso, meno
stimolante
- C)
Gestione per livello di risorse:
faccio prima/subito ciò per cui già esistono
tutte le risorse, mentre rinvio/faccio dopo ciò
per cui mancano le risorse
- D)
Gestione per livello del richiedente:
faccio subito/prima ciò che mi richiede il superiore,
mentre rinvio/faccio dopo ciò che mi richiedono
i pari-grado o gli inferiori di livello
Queste
modalità di utilizzo del tempo non sono soluzioni
razionali. Il tempo deve essere usato si dice per priorità,
nel senso che si devono organizzare i compiti e le attività
da portare a termine secondo una scala di priorità
che tenga in considerazione l’importanza e l’urgenza
della singola azione.
Vediamo
meglio.
Quando
si parla di IMPORTANZA ci riferiamo all’impatto che
quel compito e quella attività ha sull’economia
generale del mio salone.
Quando
si parla di URGENZA si fa riferimento all’arco temporale
entro il quale il problema deve essere risolto o il compito
eseguito; oltre una certa scadenza infatti diventerebbe
ingestibile.
Uno
strumento semplice per fissare le priorità è
la “matrice” in cui, una volta definiti i compiti,
le attività e i problemi, si stabilisce il grado
di importanza e di urgenza.
| Analisi
A B C |
+
U
R
G
E
N
Z
A
- |
C
Attività
da eseguire
dopo A e B
|
A
Attività
da eseguire
subito
|
DA
CESTINARE |
B
Attività
da
programmare
|
-
I M P O R T A N Z A + |
Come
risulta chiaro verificare, le attività di tipo A
(molto importanti e molto urgenti) devono essere eseguite
subito, quelle di tipo B (molto importanti ma poco urgenti)
devono essere adeguatamente programmate, quelle di tipo
C (molto urgenti, poco importanti) possono essere svolte
dopo quelle A e B; le ultime, cioè quelle non importanti
e non urgenti, possono essere momentaneamente cestinate.
Se
si riesce ad organizzare il nostro lavoro secondo uno schema
di questo tipo, cioè un modello guidato dalla priorità,
vi è la possibilità di avere una visione chiara
dei nostri compiti, dei nostro obiettivi e dei passi da
percorrere, delle decisioni da prendere per raggiungere
tali obiettivi.
Sarebbe
un grande passo avanti riuscire a farlo proprio perché
anche nel nostro settore vale, statisticamente, la regola
dell’80% - 20%, cioè concentriamo l’80%
del nostro tempo e delle nostre energie su attività
che determinano il 20% dei risultati che otteniamo. In particolare,
usiamo l’80% del tempo per risolvere problemi operativi
(che determinano il 20% del fatturato), e solo il 20% per
problemi di tipo strategico che determinano l’80%
dei nostri risultati. Per investire questa tendenza è
necessario programmare con quella matrice di cui dicevamo.
Entriamo
adesso nella vita di salone e affrontiamo qualche questione
più concreta.
I
compiti, le responsabilità, le azioni, le attività
in un salone di oggi sono talmente numerose che il titolare
di salone deve essere disposto a rivedere il proprio ruolo:
non più esecutore in prima persona, bensì
organizzatore, coordinatore, manager, controllore.
Queste
sono le attitudini che deve sviluppare; cioè deve
concentrare il proprio tempo e le proprie energie nello
sviluppo di tutte quelle attività strategiche (il
20%) che determinano (come dicevamo) l’80% dei risultati.
Quindi
basta con i titolari che lavorano a testa bassa tutto il
giorno, che fanno pieghe dalla mattina alla sera, che si
vantano di essere gli unici a lavorare in salone o gli unici
a rivendere prodotti. Devono utilizzare il proprio tempo
per far lavorare meglio e con più profitto il team,
devono delegare.
Il
titolare deve essere disposto a rivedere il suo ruolo in
salone; deve:
- Dedicare
più tempo alla fase di consulenza alle clienti:
troppo spesso si assiste a situazioni in cui la cliente
non viene ascoltata, non si comprendono sufficientemente
le esigenze, si parte subito con i lavori tecnici/artistici
con il rischio di non accontentarla e dover perdere
tempo dopo a “riparare”
- Dedicare
più tempo alla formazione dei collaboratori
(stiamo parlando della formazione interna al salone),
in modo da metterli nella condizione di essere più
autonomi e indipendenti nell’esecuzione dei servizi
e nella cura complessiva della cliente. Questo consente
al titolare di delegare compiti e responsabilità
ai collaboratori in piena tranquillità.
- Dedicare
più tempo alle riunioni periodiche con i collaboratori.
Una riunione di ogni 3 settimane, della durata massimo
di un’ora consente di capire meglio le esigenze
del team, di fare un punto della situazione con i ragazzi,
di coinvolgerli di più nella gestione del negozio,
di motivarli: vi accorgerete che saranno 60 minuti spesi
meglio di quanto possiate immaginare !
- Togliere
le brutte abitudini di controllare, di verificare, di
intervenire nel lavoro dei collaboratori per semplici
manie di protagonismo: quanti titolari
vogliono “finire” la piega iniziata dal
collaboratore ? E’ un abitudine che distrae, che
fa perdere tempo, che sminuisce il valore del collaboratore
agli occhi della cliente!!
- Dedicare
più tempo alla formazione manageriale,
in quanto consente al titolare di acquisire quella mentalità
imprenditoriale e organizzativa fondamentale per concretizzare
i potenziali di sviluppo del salone.
- Dedicare
più tempo alla rilevazione e alla lettura dei
dati di gestione, perché solo se
si ragiona con i numeri si possono creare strategie
che migliorano la redditività del salone, la
produttività dei collaboratori e che fanno risparmiare
tempo.
Probabilmente
ciò che impedisce all’acconciatore di fare
tutto questo con regolarità è il fatto che
ama a tal punto il proprio lavoro, quello tecnico, quello
artistico, che trascorrerebbe 10 ore al giorno a fare pieghe,
tagli, colori, cioè a lavorare con i capelli. Purtroppo
i tempi sono cambiati, le redditività di un salone
moderno è strettamente legata alla capacità
che ha il titolare di organizzare e rendere produttivi,
tramite adeguate strategie, le capacità proprie e
dei collaboratori, piuttosto che lavorare in prima persona.
Ed
infine un consiglio…..
Dedicare
maggior a sé, alla propria famiglia, ai propri hobby,
perché un titolare contento porta in salone positività
e serenità e la vita in negozio ne guadagna.
“Si ha sempre tempo a sufficienza se lo
si usa bene”
Johann Wolfgang Goethe
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